Guida · 7 min di lettura
PDF/A non valido o respinto: le cause più comuni e come si sistemano
Pubblicato il 1 ottobre 2026
Un file respinto perché «non è un PDF/A valido» ricade quasi sempre in una di cinque situazioni: non è mai stato un PDF/A, dichiara di esserlo ma non lo è, è un PDF/A del livello sbagliato, è protetto da password, oppure è stato convertito dopo la firma. Le prime tre si riconoscono in trenta secondi con una validazione, e quasi mai serve rifare il documento da capo.
Parti da qui: carica il file respinto. Il validatore lo controlla con veraPDF, spiega in italiano ogni errore e ti dice per quali procedimenti italiani il livello è ammesso. Il file viene cancellato subito dopo.
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1. Non è mai stato un PDF/A
È il caso più comune. «Salva come PDF» o «Stampa in PDF» producono un PDF normale: si apre e si legge benissimo, ma non dichiara alcuna conformità e spesso non incorpora tutti i font né il profilo colore. Il validatore lo segnala come file che non dichiara un livello PDF/A.
Come si sistema: convertilo nel convertitore, scegliendo il livello che ti serve. Se hai il documento originale in Word, puoi anche riesportarlo con l'opzione PDF/A attiva: lo spiega la guida convertire Word in PDF/A.
2. Dichiara di essere PDF/A, ma non lo è
Qui il file porta nei metadati la dicitura PDF/A, ma viola qualche regola dello standard. A schermo è perfetto, ma la validazione lo ferma. Due casi tipici, dai referti della nostra rubrica «L'Autopsia del PDF»:
L'Autopsia del PDF · referto n. 01
ISO 19005-1, clausola 6.3 — font non incorporato
Causa: il file usa caratteri che non contiene. Su un altro computer, o tra dieci anni, il testo verrebbe mostrato con un font sostituito: righe che slittano, tabelle che si sfaldano.
Come ci si arriva: documento nato in Word e stampato con una stampante virtuale PDF, di fretta. Il font è rimasto sul PC di origine.
Come si salva:riconvertendo il file, perché il convertitore incorpora tutti i font. Se un font ne vieta l'incorporamento, va sostituito nel documento di partenza.
L'Autopsia del PDF · referto n. 02
ISO 19005-1, clausola 6.2.3 — DeviceRGB senza OutputIntent
Causa: il documento descrive i propri colori «come li vede il dispositivo», senza dichiarare quale dispositivo. Per il PDF/A, che esiste per garantire la stessa resa nel tempo, è un difetto.
Come ci si arriva:la scansione a colori della multifunzione dell'ufficio, salvata con il profilo «PDF veloce», senza profilo colore incorporato.
Come si salva: riconvertendo il file, perché il convertitore incorpora il profilo standard sRGB. Nessuna modifica visibile.
Altri errori frequenti della stessa famiglia: metadati incoerenti fra le due zone del file in cui sono scritti (tipico dei file esportati da Word o LibreOffice), annotazioni e campi modulo, JavaScript o azioni automatiche. Il validatore li spiega uno per uno; chi vuole il dettaglio tecnico trova la guida al report veraPDF.
3. È un PDF/A valido, ma del livello sbagliato
È il caso più insidioso, perché ogni validatore dice «conforme». Il file rispetta il suo standard, ma il procedimento ne ammette un altro. L'esempio concreto è l'Agenzia delle Entrate: per gli allegati di RLI, RAP, dichiarazione di successione e CIVIS le istruzioni ammettono solo PDF/A-1a o PDF/A-1b (oppure TIFF). Un PDF/A-2b, il livello prodotto di default da molti programmi, non è tra i formati elencati.
Come si sistema:riconverti scegliendo il livello ammesso. Il validatore qui sopra ti mostra, procedimento per procedimento, se il livello del tuo file è tra quelli previsti. Per l'Agenzia vedi le guide al PDF/A-1b, alla registrazione RLI e agli allegati della successione.
Esiste anche il caso opposto: un file in PDF/A-1b con loghi o ombre semitrasparenti fallisce sulle trasparenze, che il PDF/A-1 vieta e il PDF/A-2 ammette. Se il procedimento non chiede espressamente il livello 1, convertire in 2b risolve.
4. È protetto da password
Lo standard PDF/A non ammette la cifratura: un file con password di apertura o con restrizioni di stampa e copia non può essere conforme. Succede spesso con i documenti scaricati da portali bancari, assicurativi o gestionali.
Come si sistema:togli la protezione dal file di partenza (serve la password originale), poi converti. Senza la password non c'è una via corretta: chiedi una copia non protetta a chi ha prodotto il documento.
5. È stato convertito dopo la firma
Una firma digitale PAdES è legata al contenuto esatto del file: qualunque conversione lo riscrive, e la firma non risulta più valida. Chi converte in PDF/A un atto già firmato ottiene un file conforme ma con la firma rotta.
Come si sistema: l'ordine giusto è sempre prima converti, poi firmi. Riparti dal file non firmato, convertilo in PDF/A, verificalo e solo alla fine apponi la firma. Per il processo civile telematico l'atto deve inoltre nascere da un documento di testo, non da una scansione.
Se il formato è a posto e il file viene respinto lo stesso
Il formato non è l'unico controllo. Le altre cause ricorrenti sono il peso (molte procedure hanno un limite per file: 5 MB per gli allegati della successione), il numero di file(l'RLI vuole tutto in un unico file) e la firma mancante o non valida. La ricevuta di scarto del portale indica di solito quale regola non è stata rispettata: leggila prima di riconvertire.
Domande frequenti
Ho salvato in PDF/A da Word ma il portale lo respinge. Perché?
Le cause più frequenti sono due: il livello (molti programmi producono PDF/A-2b, mentre alcune procedure, come quelle dell'Agenzia delle Entrate, ammettono solo PDF/A-1a o 1b) e un font che non è stato incorporato. Carica il file nel validatore: ti dice il livello effettivo e, se ci sono errori, quali sono.
Il validatore dice «conforme» ma il file viene scartato lo stesso: com'è possibile?
La conformità allo standard e i requisiti del procedimento sono due cose diverse. Un PDF/A-2b può essere perfettamente conforme e non essere tra i livelli ammessi; oppure il file può essere scartato per peso, numero di file o firma. Controlla il livello nella tabella dei procedimenti del validatore e il motivo indicato nella ricevuta di scarto.
Posso convertire in PDF/A un file già firmato digitalmente?
Tecnicamente sì, ma la firma non sarà più valida, perché la conversione riscrive il file. L'ordine corretto è convertire il documento non firmato, verificarlo e firmarlo solo alla fine.
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