PDF/A per conservazione sostitutiva
La conservazione sostitutiva (oggi conservazione a norma) è il processo che permette di dare valore legale equivalente a un documento elettronico rispetto al cartaceo. Per essere conservati a norma, i documenti devono essere in un formato idoneo alla conservazione di lungo periodo: il PDF/A è il candidato principale.
Il quadro normativo italiano
Le regole tecniche per la conservazione a norma sono definite da AGID (Agenzia per l'Italia Digitale) tramite le Linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici (versione vigente: maggio 2021). Le linee guida si appoggiano al Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005, CAD) e al Regolamento eIDAS UE 910/2014.
In sintesi: i documenti informatici da conservare devono essere in formati standard, aperti e duraturi. Il PDF/A è esplicitamente menzionato fra i formati idonei nell'allegato 2 delle Linee guida.
Quali documenti vanno conservati in PDF/A
- Copie leggibili delle fatture elettroniche (l'originale fiscale resta il file XML FatturaPA)
- Libri e registri contabili obbligatori, incluso il bilancio da depositare in CCIAA insieme all'XBRL
- Documenti fiscali (DDT, ricevute, modelli F24)
- Contratti firmati digitalmente (firma PAdES sul PDF/A)
- Atti amministrativi della PA (delibere, determine, protocolli)
- Documentazione tecnica con valore probatorio (collaudi, perizie)
- Cartelle cliniche e referti sanitari, con i vincoli propri del Fascicolo Sanitario Elettronico
Quale livello PDF/A scegliere
- PDF/A-2b — livello di default consigliato per la maggior parte dei documenti. Buon equilibrio fra fedeltà visiva e archiviabilità. Scelta se hai dubbi.
- PDF/A-1b — per documenti molto vecchi o per sistemi di conservazione legacy che non supportano PDF/A-2.
- PDF/A-3b — se vuoi incorporare l'XML delle fatture elettroniche (XML allegato).
- PDF/A-1a / -2a / -3a — livello "Accessible": serve solo se il bando o l'ente lo chiede esplicitamente. Richiede un PDF taggato bene in origine.
Il ruolo del conservatore
La conservazione a norma si fa con un sistema di conservazione conforme alle Linee guida AgID. Una pubblica amministrazione può gestirlo all'interno della propria struttura oppure affidarlo a un conservatore esterno (art. 34, comma 1-bis, del CAD, richiamato dalle Linee guida a p. 32).
L'accreditamento AgID dei conservatori non esiste più: il Regolamento AgID sui servizi di conservazione, in vigore dal 1° gennaio 2022, ne segna «il superamento» (p. 3) e ha abrogato la circolare che lo disciplinava (art. 9). Chi conserva per conto della PA deve possedere i requisiti del Regolamento e può iscriversi al marketplace AgID, che non è obbligatorio (art. 3). Alcuni operatori italiani:
- Aruba (DocFly, ArubaPEC)
- InfoCert (LegalDoc)
- Namirial
- Postel (servizio Conservazione Digitale Poste)
- Olivetti (Conservazione TIM)
Tu prepari i file (PDF/A validi, eventualmente firmati e marcati temporalmente) e li invii al conservatore tramite la sua piattaforma. Il conservatore gestisce il servizio, ma la responsabilità giuridica generale sui processi di conservazione resta al responsabile della conservazione: le Linee guida la definiscono «non delegabile» (p. 35). Per quanto tempo conservare lo stabiliscono le norme e il piano di conservazione, non il contratto.
Se il lotto da consegnare è un arretrato cartaceo, il percorso completo di scansione, OCR e conversione è descritto in come digitalizzare un archivio cartaceo in PDF/A; se invece i documenti arrivano di continuo, conviene automatizzare la conversione con un workflow ricorrente. Un archivio già normalizzato in PDF/A è anche la base più pulita per interrogarlo con l'AI: dal PDF/A a una knowledge base RAG.
Validazione del PDF/A: perché è critica
Un PDF che dice di essere PDF/A ma non lo è davvero rischia di essere rifiutato: le Linee guida AgID prevedono che il sistema di conservazione verifichi i formati del pacchetto di versamento e lo rifiuti se trova anomalie (p. 36).
Lo standard di validazione è veraPDF, il software di riferimento mondiale (open source, sviluppato dall'Open Preservation Foundation). pdfaonline.it integra veraPDF nella conversione: ogni PDF/A che generiamo viene automaticamente validato e ti diciamo se è realmente conforme. Quando il report segnala un errore, la guida alla lettura del report veraPDF spiega come interpretarlo e correggere il file.
Prepara i tuoi documenti per la conservazione
Carica i PDF da archiviare, scegli il livello di conformità (PDF/A-2b di default) e ottieni un file validato veraPDF pronto per il tuo conservatore.
Apri il convertitoreDomande frequenti
Serve un conservatore accreditato per usare il PDF/A?
No. Il PDF/A è il formato dei documenti che vanno in conservazione, non il sistema di conservazione. I requisiti del Regolamento AgID riguardano chi offre il servizio di conservazione alla PA, non chi produce i file; e l'accreditamento AgID dei conservatori non esiste più dal 2022. Come azienda o studio devi consegnare al conservatore documenti già in PDF/A conformi.
Quale livello PDF/A vuole AGID per la conservazione sostitutiva?
Le Linee guida AgID (allegato 2) ammettono il PDF/A fra i formati per la conservazione, e fra i profili raccomandati ci sono sia il PDF/A-1 sia il PDF/A-2. Come punto di partenza consigliamo il PDF/A-2b, che rispetto all'1b ammette trasparenze e compressione JPEG2000; l'1b resta valido. Per le fatture elettroniche l'originale da conservare è il file XML FatturaPA: il PDF/A-3 serve solo se vuoi incorporare l'XML nella copia PDF, e non è obbligatorio.
Posso conservare in PDF/A i documenti firmati digitalmente?
Sì. L'ordine è sempre lo stesso: prima si converte in PDF/A, poi si firma, perché convertire un file già firmato invalida la firma. Il formato di firma decide che file consegni al conservatore: con la firma PAdES il documento firmato resta un PDF/A; con la firma CAdES il PDF/A, intatto, viene chiuso in una busta .p7m, che non è più un file PDF.
Cosa rischio se conservo in formato sbagliato?
In caso di controllo AdE o verifica fiscale, documenti non leggibili o conservati in formato non conforme possono essere considerati come non prodotti. Le sanzioni vanno dalla rifacitura della conservazione fino a multe per omessa conservazione (€250-2.000 per documento, art. 9 D.Lgs. 471/97).
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