Cos'è il PDF/A
Il PDF/A è un sottoinsieme del formato PDF standardizzato dall'ISO (norma ISO 19005) e progettato per la conservazione a lungo termine dei documenti elettronici. Garantisce che un file apra e si visualizzi nello stesso modo oggi, fra 10 anni e fra 50.
Perché esiste il PDF/A
Un PDF normale può contenere font esterni non incorporati, JavaScript, audio/video, riferimenti a file remoti, profili colore proprietari. Tutte cose che funzionano oggi ma fra 20 anni potrebbero non essere più rendibili: il font scompare, il player flash è morto, il profilo colore non è più supportato.
Il PDF/A elimina queste dipendenze esterne. Il file contiene tutto al suo interno e usa solo tecnologie aperte. Risultato: leggibile per sempre, anche fra decenni.
I livelli di conformità (1, 2, 3, 4)
Le versioni del PDF/A sono cumulative: la 2 amplia la 1, la 3 amplia la 2, ecc. La differenza principale è cosa il formato permette di includere.
- PDF/A-1 (2005) — la versione originale, più restrittiva. No trasparenze, no livelli, no JavaScript. Massima compatibilità con software vecchi.
- PDF/A-2 (2011) — aggiunge supporto a trasparenze, livelli, font OpenType, compressione JPEG2000. Equilibrio fra fedeltà visiva e archiviabilità.
- PDF/A-3 (2012) — uguale al 2 ma permette di incorporare file allegati di qualsiasi tipo (es. l'XML originale di una fattura elettronica). Lo standard usato dalla fatturazione elettronica italiana.
- PDF/A-4 (2020) — la versione più recente, basata su PDF 2.0. Adozione ancora limitata in Italia e non offerta dal nostro convertitore: vedi la guida PDF/A-4 per i dettagli.
Le varianti A, B, U
Ogni versione ha sotto-livelli che indicano il grado di conformità:
- B (Basic) — il livello base: il documento ha apparenza visiva fedele e tutto il necessario per renderlo identico nel tempo. È quello che la maggior parte degli utenti vuole.
- U (Unicode) — come B, ma in più garantisce che ogni carattere visibile sia mappato correttamente in Unicode. Utile per ricerca full-text nei documenti.
- A (Accessible) — il più rigoroso: il documento è strutturato semanticamente (intestazioni, tabelle, ordine di lettura) per essere accessibile agli screen reader e ai non vedenti. Richiede un PDF taggato di alta qualità in partenza.
Esempio di nomenclatura: PDF/A-2b = versione 2, livello Basic. Il livello A non si ottiene partendo da un PDF: serve un documento sorgente strutturato, come spiega la guida alla conversione da Word.
Quale livello scegliere?
- PDF/A-2b— consigliato di default per archivi documentali, conservazione a norma, pratiche amministrative. È il giusto compromesso fra fedeltà visiva e compatibilità.
- PDF/A-1b— quando devi consegnare a software o enti che richiedono esplicitamente lo standard più vecchio.
- PDF/A-3b— l'unico che permette di incorporare un file nel PDF, utile (ma non obbligatorio) per la fattura elettronica italiana con XML allegato.
- PDF/A-2u o PDF/A-3u— quando ti serve che il documento sia ricercabile (Unicode garantito).
Quando usare il PDF/A in Italia
- Fatturazione elettronica (PDF/A-3 con XML SDI allegato)
- Conservazione sostitutiva a norma AGID
- Pratiche con la Pubblica Amministrazione (firme digitali, protocolli)
- Atti giudiziari (Processo Civile Telematico, deposito atti) e atti notarili
- Bandi di gara CONSIP e MePA
- Scuole e istituti (registri, circolari, archivi didattici) e sanità (referti e Fascicolo Sanitario Elettronico)
- Deposito del bilancio in CCIAA insieme all'XBRL
- Allegati alle procedure dell'Agenzia delle Entrate (registrazione contratti, successioni, CIVIS: solo PDF/A-1a o 1b)
Converti il tuo PDF in PDF/A
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