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PDF/A + firma digitale (PAdES)

Firmare digitalmente un PDF/A è non solo possibile ma è la pratica consigliata per atti notarili, contratti, perizie e qualsiasi documento che debba avere valore legale e conservabilità decennale.

I tre formati di firma digitale italiana

  • CAdES (.p7m) — il formato "busta" che incapsula il documento. Il file diventa nome.pdf.p7m. È diffuso nella PA ma è meno ergonomico (il PDF non è leggibile direttamente).
  • PAdES (.pdf) — la firma viene incorporata dentro il PDF stesso. Il file resta un .pdf, apribile da qualsiasi visualizzatore (Acrobat, browser), e le firme sono visibili nel pannello dedicato. È il formato preferito per i PDF/A.
  • XAdES — per file XML (es. fatture elettroniche). Non si applica direttamente al PDF.

Quale livello PDF/A scegliere prima di firmare

  • PDF/A-2b — raccomandato per la maggior parte degli usi. Supporta firme PAdES senza problemi.
  • PDF/A-1b — si può firmare in PAdES, ma è basato sul PDF 1.4: le Linee guida AgID (allegato 2, § 2.1, punto 7) gli preferiscono il PDF/A-2, basato sul PDF 1.7, anche perché questo permette di usare i campi modulo senza incidere sulla validità delle firme PAdES. Da usare solo se richiesto.
  • PDF/A-3b — uguale al 2b lato firma, più la possibilità di allegare file (es. la stessa busta XML della fattura).

La LTV (Long-Term Validation) non è una caratteristica del PDF/A ma della firma. Il profilo PAdES-LTV (ETSI TS 102 778-4) aggiunge al PDF i dati che servono a verificarla (certificati, liste di revoca CRL, risposte OCSP) e una marca temporale sull'intero documento: così la firma resta verificabile anche dopo la scadenza del certificato del firmatario, e la protezione si prolunga aggiungendo nuove marche temporali. Nessuna regola di validazione PDF/A, nei tre livelli qui sopra, la vieta.

Eccezione importante: l'atto da depositare nel Processo Civile Telematico. Lì la struttura della firma è «PAdES-BES (o PAdES Part 3) o CAdES-BES» ed è vietato inserire nella busta crittografica le informazioni di revoca del certificato del firmatario (Provv. DGSIA 7 ago 2024, art. 15, comma 2): per l'atto, niente LTV.

Workflow consigliato (per studio legale o notaio)

  1. Genera il PDF dal gestionale (Word/LibreOffice → Esporta PDF, oppure direttamente dal software): i passaggi lato Office sono in convertire Word in PDF/A.
  2. Converti in PDF/A-2b con il nostro convertitore o equivalente. Verifica con il validatore.
  3. Firma in PAdES con il tuo software di firma (per esempio Aruba Sign, GoSign di InfoCert, FirmaCerta di Namirial), poi ricarica il file firmato nel validatore: deve risultare ancora PDF/A.
  4. Apponi una marca temporale (timestamp) se ti serve una data opponibile ai terzi o se il documento deve restare valido dopo la scadenza del certificato di firma (DPCM 22 febbraio 2013, artt. 41 e 62). Il caso notarile è trattato a parte in PDF/A per atti notarili.
  5. Conserva il file firmato (.pdf, non .p7m) presso un conservatore per tutto il periodo di conservazione previsto per quel documento.

Errori comuni

  • Firmare prima e convertire dopo — la conversione successiva invalida la firma. Sempre prima PDF/A, poi firma.
  • Usare CAdES (.p7m) quando va bene PAdES — il .p7m non è leggibile direttamente, complica il workflow del cliente. Per i PDF/A preferisci PAdES.
  • Lasciare la firma senza una data opponibile — il certificato di firma scade, e può essere revocato o sospeso. Una firma apposta prima resta valida se le è associabile un riferimento temporale opponibile ai terzi che la collochi prima della scadenza, della revoca o della sospensione (DPCM 22 febbraio 2013, art. 62): la marca temporale, ma anche, per esempio, la segnatura di protocollo o l'invio con PEC (art. 41). Una firma apposta con un certificato già scaduto, revocato o sospeso equivale invece a mancata sottoscrizione (CAD, art. 24, comma 4-bis).
  • Firmare un PDF/A non veramente conforme — se il PDF di partenza non è davvero PDF/A (lo dice veraPDF), il file firmato erediterà gli errori. Valida sempre prima di firmare: come leggere il report veraPDF spiega come sciogliere gli errori più frequenti.

Prepara il tuo PDF/A da firmare

Carica il documento, scegli PDF/A-2b (default) e ottieni un file pronto per essere firmato in PAdES.

Apri il convertitore

Domande frequenti

Posso firmare un PDF/A senza romperne la conformità?

Sì. La firma PAdES (PDF Advanced Electronic Signature) è progettata esattamente per questo: incorpora la firma dentro il PDF in modo non distruttivo, mantenendo la conformità ISO 19005. La firma CAdES invece non tocca il PDF: lo racchiude in una busta .p7m, dentro la quale il PDF/A resta intatto, ma il file che consegni non è più un PDF.

PAdES o CAdES per firmare un PDF/A?

Hanno lo stesso valore legale; cambia il file che consegni. La PAdES lascia un PDF/A apribile da chiunque. La CAdES chiude il PDF/A, intatto, in una busta .p7m che si apre solo con un software di verifica. Se la procedura non indica un formato, la PAdES è la più pratica. Il PCT le ammette entrambe, con un limite: per l'atto da depositare l'articolo 15, comma 2, del Provvedimento DGSIA del 7 agosto 2024 indica "PAdES-BES (o PAdES Part 3) o CAdES-BES" e vieta di inserire nella busta crittografica le informazioni di revoca del certificato del firmatario. Quindi, per l'atto del PCT, niente PAdES-LTV, che quelle informazioni le incorpora.

Posso aggiungere una seconda firma a un PDF/A già firmato?

Sì. PDF/A supporta firme multiple, applicate in modalità 'incrementale': ogni firma firma anche le precedenti. Tipico nei contratti fra più parti, atti notarili contro-firmati, mandati professionali. La conformità PDF/A si mantiene se ogni firma è in PAdES.

Il PDF/A firmato vale come un PDF firmato per legge?

Sì. Il valore della firma non dipende dal formato del file: per l'articolo 20, comma 1-bis, del Codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005), il documento informatico con firma digitale o altra firma elettronica qualificata soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia prevista dall'articolo 2702 del codice civile. Vale per la firma PAdES come per la CAdES. Il PDF/A aggiunge un profilo pensato per restare leggibile nell'archiviazione a lungo termine.

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